tag:blogger.com,1999:blog-187750172008-05-07T19:07:51.261-07:00ESPORTAZIONE SENZA FILTROEsportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comBlogger98125tag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-30055522716572422342007-11-15T08:29:00.000-08:002007-11-15T08:36:47.381-08:00Fondi Europei per i RomL'unione europea mette a disposizione dei fondi per l'integrazione delle comunità Rom. La direttiva 43 del 2000 garantisce ai rom il diritto all'assistenza sanitaria, al lavoro e all'alloggio. Dei 275 milioni di euro stanziati l'Italia non ne ha chiesti neanche uno ( a differenza ad esempio di Spagna, 52 milioni e Polonia, 8,5 milioni). Ad affermare che l'Italia non ha mai chiesto i fondi in questione è Manuel Barroso (numero uno della Commissione Europea) in un'intervista pubblicata da Repubblica lo scorso 10 novembre. Tuttavia dopo l'omicidio di Giovanna Reggiani, e il "caso Rom" fatto esplodere a dovere dai media italiani, Romano Prodi vola a Bruxelles e conferma in una conferenza stampa con Barroso la "completa sintonia" sulle politiche di integrazione e accoglienza tra Italia e Comunità Europea. Saranno richiesti i fondi per l'integrazione. Aspettiamo di vedere che fine faranno...Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-21748709459224030092007-10-31T08:17:00.000-07:002007-10-31T08:24:28.470-07:00SBARCHI IN SICILIA E CALABRIA<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_hkO3jERHHKo/Ryid5y7nWxI/AAAAAAAAAAM/DFV2_6uHKSQ/s1600-h/immigrati03g.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 250px; height: 191px;" src="http://bp0.blogger.com/_hkO3jERHHKo/Ryid5y7nWxI/AAAAAAAAAAM/DFV2_6uHKSQ/s320/immigrati03g.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127521792011229970" border="0" /></a> Ancora tragedie del mare, ancora vittime dei traffici di esseri umani. Il bilancio degli ultimi due sbarchi sulle coste siciliane e calabresi è pesante: 16 morti. <span style="font-weight: bold;">SICILIA, 9 MORTI</span> - La tragedia a Vendicari, uno dei luoghi naturalistici più suggestivi della Sicilia. Fino all'altro giorno c'erano ancora gli ombrelloni, mentre oggi - sulla spiaggia e in acqua - sono stati trovati 9 cadaveri. E il numero delle vittime potrebbe salire: sul gommone, sbattuto a riva dal mare agitato, c'erano infatti 24 persone, secondo quanto hanno raccontato i 7 sopravvissuti raccolti stanotte sulla spiaggia del siracusano. Tra i corpi recuperati, anche quello di un ragazzo di circa 15 anni. Questo gommone, e un altro recuperato tra gli scogli, sarebbero i mezzi utilizzati dagli immigrati per raggiungere terra, dopo essere stati trasbordati da una barca più grande. Un peschereccio che li ha abbandonati in mare, nonostante le sue pessime condizioni, e se n'é andato. I 7 sopravvissuti, intercettati in nottata dalla polizia e condotti nel centro d'accoglienza di Cassibile, in un primo momento hanno taciuto sulla tragedia. Ma dopo il ritrovamento dei primi cadaveri, quando i carabinieri sono tornati a Cassibile, gli extracomunitari avrebbero finalmente rivelato di essere partiti in 24. Le ricerche, andate avanti fino al tramonto, sono state sospese e riprenderanno domani mattina all'alba. <span style="font-weight: bold;">CALABRIA, 7 VITTIME</span> - Erano partiti dall'Egitto, da Haiza, i circa 150 palestinesi che da tempo coltivavano un sogno: l'Italia (o l'Europa). Il viaggio fino in Calabria è durato almeno una settimana, durante la quale i clandestini hanno vissuto di stenti. In prossimità della costa calabrese, il motore del barcone di legno su cui viaggiavano, lungo una trentina di metri, ha avuto un'avaria e il mezzo è diventato ingovernabile. Il mare in quel momento era forza otto. L'urto con una secca ha reso la situazione drammatica. E sul barcone, frantumatosi in più pezzi, è stato il panico. Sulla spiaggia, raggiunta a nuoto, è stato trovato il grosso degli immigrati. Un gruppo di 25 è riuscito ad allontanarsi ed è stato individuato nel cimitero di Gioiosa Jonica. Altri sono stati trovati a piccoli gruppi nelle vicinanze. I sette cadaveri sono stati recuperati in parte sulla spiaggia e in parte in mare. All'appello, se si considera che gli immigrati trovati sono stati 126 e sette sono quelli morti, mancherebbero 24 clandestini. Tuttavia il numero dei dispersi resta incerto. Le ricerche continuano. Nessuna traccia, almeno per il momento, degli scafisti. L'ipotesi è che si siano confusi tra gli immigrati. Ma potrebbero anche essere riusciti a fuggire. (fonte Ansa.it)Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1168425215132646012007-01-10T02:28:00.000-08:002007-01-10T02:38:37.666-08:00Stop al provincialismo. E Luxuria arriva a Castrignano dei Greci<div align="justify">Il circolo del Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea"A. Gramsci" di Castrignano de' Greci ha organizzato per <strong>venerdì 12 gennaio2007 presso la sala "De Andrè"(Castello de Gualtieris, castrignano de'Greci) alle ore 19.00 un'assemblea dibattito dal titolo "Cultura e Politica: chi è provinciale?" Per l'occasione interverrà l'On Vladimir Luxuria</strong>, membro della CommissioneCultura della Camera dei deputati. Alle porte delle Amministrative nel nostro Comune sarà un'occasione importante per ricevere spunti di discussione su come lo sviluppo culturale dei piccoli paesi, attuato attraverso politiche strutturali, possa portare al vero sviluppo del territorio, e non siano, come spesso accade, solo chiacchere "provinciali". Non un incontro "accedemico" ma partecipato, dove tutti i cittadinipossano esprimere le loro posizioni e metterle a confronto con chi siede nella sede che rappresenta l'intero popolo italiano. All'incontro parteciperanno anche: Vinicio De Vito (segretario provincialeP.R.C.), Donato Margarito (Cons.Prov.), Luigi Calò (Ass.Provinciale), LuigiManni (Cons.Regionale). Modererà l'incontro Paolo Paticchio, membro dei G.C.</div>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1163254522664605312006-11-11T06:15:00.000-08:002006-11-11T06:19:32.296-08:00Reduci di guerra, un'associazione per le vittime dell'uranio impoverito<div align="justify"> Lo “Sportello dei Diritti” della Provincia di Lecce su segnalazione di alcuni reduci dalle missioni internazionali informa la cittadinanza che sta per essere costituita l’Associazione dei “Reduci delle missioni internazionali e dei militari affetti da patologie croniche per causa di servizio” Lo “Sportello dei Diritti” della Provincia di Lecce ha ricevuto alcune segnalazioni da parte di alcuni ex-soldati impiegati in missione di pace all’estero al seguito dei nostri contingenti e che sono risultati, anche dopo brevi lassi di tempo, affetti da patologie croniche anche di particolare gravità ed in particolare linfomi di Hodgkin e altre forme di cancro. Si è conclusa nel marzo di questo anno la “COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SUI CASI DI MORTE E GRAVI MALATTIE CHE HANNO COLPITO IL PERSONALE MILITARE ITALIANO IMPIEGATO NELLE MISSIONI INTERNAZIONALI DI PACE, SULLE CONDIZIONI DELLA CONSERVAZIONE E SULL’EVENTUALE UTILIZZO DI URANIO IMPOVERITO NELLE ESERCITAZIONI MILITARI SUL TERRITORIO NAZIONALE” senza aver dato risposte definitive ai militari ammalati e alle famiglie degli stessi sull’incidenza effettiva dell’esposizione a particolari agenti ionizzanti ed in particolare al cosiddetto uranio impoverito o alle nanoparticelle inorganiche, anche sul territorio nazionale, come cause di gravi danni alla salute. La Commissione afferma in particolare che “dalle risultanze delle audizioni svolte, ed anche dalle verifiche e dalle testimonianze raccolte durante la missione nei Balcani, non sono emersi elementi che consentano di affermare che le patologie in questione siano da attribuire ad effetti tossicologici o radiologici derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti o alla contaminazione chimica dovuta a questo tipo di munizionamento”. Sta di fatto, però, che la stessa Commissione ha rilevato che anche sul territorio nazionale vi sia la non remota possibilità, da parte dei militari impegnati in esercitazioni, di un aumento dell’incidenza dell’esposizioni alle nanoparticelle o nanopolveri inorganiche (non necessariamente contenenti uranio), indipendentemente dalla loro tossicità, come possibili cause delle patologie ed a concluso che “alla luce dell’attività espletata dalla Commissione, appare verosimile che almeno una parte dei casi di gravi malattie insorte durante o dopo l’impiego nell’ambito di missioni internazionali di pace siano correlabili all’esposizione a fattori chimici, tossici o radiologici presenti in loco”. Ecco perché su proposta di alcuni ex-militari si sta costituendo l’”Associazione dei Reduci delle missioni internazionali e dei Militari affetti da patologie croniche per cause di servizio” al fine di garantire maggiori tutele anche in termini di giusti ed equi indennizzi ai militari ed ai familiari coinvolti, ed al fine di ridurre, tramite l’introduzione generalizzata di misure e di maggiori standard di sicurezza, l’insorgere di tali gravi patologie nel personale militare impegnato in servizio sul territorio nazionale e nelle missioni internazionali. Per informazioni, gli interessati possono rivolgersi allo “Sportello dei Diritti” della Provincia di Lecce, viale Marche n. 17 – 73100 Lecce – Tel 0832/342703 dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle 12.30. Lecce, 08 novembre 2006 <strong></strong></div><div align="justify"><strong>L’Assessore al “Mediterraneo” con delega allo “Sportello dei Diritti” Carlo Madaro</strong></div>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1163254381715816922006-11-11T06:12:00.000-08:002006-11-11T06:13:03.263-08:00Critical mass a Lecce<div align="justify">Tutti in bici per tutelare i diritti del ciclista! Una critical mass per far sentire la voce di cittadini e associazioni che reclamano il diritto alla mobilità alternativa e sostenibile. <strong>Giovedì 23 Novembre ore 16:00 </strong> v. UmbertoI (di fronte alla basilica di S.Croce) --------------------------------------------------------------- Cos'è una critical mass? E’ un semplice appuntamento di ciclisti che casualmente si ritrovano a percorrere tutti la stessa strada, magari lentamente... magari al centro della carreggiata... in una via solitamente trafficata... all’ora di punta... (...)la dimostrazione pratica e reale di come un’altra citta’ sia possibile, bella e divertente. Il ciclista urbano e' per sua natura un inventore... di un nuovo equilibrio che rimettera' in marcia la citta. E’ un nuovo modo di vivere nelle nostre citta’ inquinate. Perché una critical mass a Lecce? Il rapporto sull'ecosistema urbano 2006 di Legambiente - Sole 24 Ore assegna a Lecce il 14o posto sui 103 capoluoghi italiani per presenza di piste ciclabili, MA DOVE SONO QUESTE PISTE? Dappertutto, potremmo rispondere, tranne che in città. In questi giorni l'amministrazione comunale di Lecce distribuisce materiale informativo sul quale vanta la realizzazione di una rete ciclabile coerente, da integrare ed ampliare con l'utilizzo di fondi P.O.R. La rete attualmente percorre zone estranee alla città, come ad esempio la strada di S. Cataldo o il parco di Rauccio. I fondi in arrivo porteranno alla semplice aggiunta di segnaletica apposita e a limiti di sicurezza che dovrebbero permettere la viabilità SULLA NORMALE RETE DI VIABILITA' URBANA. </div><div align="justify"></div><div align="justify"><strong>fonte: associazione culturale Culturambiente</strong> </div>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1159623283240399002006-09-30T06:31:00.000-07:002006-09-30T06:34:43.480-07:00L'ultimo appello di Ocalan<div align="justify">Alla stampa e all’ opinione pubblica Sin dal 1993 cerco di andare incontro all’esigenza di una soluzione pacifica e senza violenza della questione kurda. Per questo motivo ho invitato quattro volte a fare cessate il fuoco; ogni volta senza risultato. Da dieci anni sono convinto che con la violenza si può arrivare solo fino ad un certo punto. Una soluzione definitiva non la si raggiunge. Al massimo si può distruggere uno stato, ma la distruzione del tetto seppellirebbe tanto noi stessi quanto lo stato. Perciò sono convinto della necessità di un cessate le armi. Si è sparso molto sangue, da ambo i lati sono morti in molti senza che ciò abbia aperto una strada risolutiva. L’opinione pubblica è a conoscenza dei nostri sforzi nelle fasi di non belligeranza, non occorre che li descriva in dettaglio, ma tali sforzi sono stati vani sia a causa nostra che dello stato. Da una un po’ di tempo in Turchia persone ragionevoli, amanti della democrazia e vari gruppi esternano il loro desiderio impellente di un cessate le armi e di pace. Perciò è necessario fermare lo spargimento di sangue e dare alla pace un ulteriore possibilità. Una soluzione democratica in Turchia per mezzo di passi democratici da intraprendere ora servirà anche da esempio negli altri Paesi della questione kurda. La Turchia potrebbe quindi diventare una democrazia modello per tutto il Medio Oriente. Ciò andrebbe a favore di tutti i popoli in Medio Oriente, dove ci sono pesanti scontri e grandi pericoli minacciano l’umanità. Questa situazione può essere superata solo se si afferma la democrazia. lo sviluppo di una cultura democratica nel nostro paese offre la possibilità di costituire un’unità e un’alleanza democratica tra turchi e kurdi ed è quindi di estrema importanza per il futuro dei nostri popoli. Questo processo aprirà anche la strada al dialogo democratico. Cerchiamo di fare insieme in modo che in Turchia e in Medio Oriente le armi non costituiscano sempre il modo per ottenere le cose. Seppelliamo le armi. Per raggiungere tutto ciò io contribuisco, invitando il PKK a deporre le armi. Spero che il PKK colga questo invito e si arrivi al risultato sperato. Questo processo di deposito delle armi è molto importante, ma non è sufficiente. Ci sono molte cose essenziali che devono essere fatte in seguito. Anzitutto questo processo deve acquisire stabilità: si possono infatti verificare provocazioni, non penso però da parte del PKK. Ma anche in quel caso ci si dovrebbe passare sopra e non farne un dramma. Nessuna delle due parti dovrebbe lasciarsi provocare, ma dovrebbe perseverare nel processo di pace con sincerità. Può succedere che l’esercito, per motivi di sicurezza, prende determinate decisioni. Lo si può affrontare con comprensione, ma io spero che l’esercito non faccia grandi operazioni. Per l’altra parte vale, come ho ripetutamente sottolineato, la legittima difesa è contestualmente un diritto irrinunciabile e un dovere. Il PKK decisamente non utilizzerà le armi fino a quando non vi saranno azioni di annientamento contro di loro. Per far procedere il processo di pace è necessario agire con senso di responsabilità. Il cessate le armi non dovrebbe essere interpretato come un segno di debolezza, come è già accaduto in passato. Tutti devono sapere che esso è il risultato di un impellente desiderio di pace sociale. In questo processo dobbiamo raggiungere insieme l’unità democratica tra Kurdi e Turchi. Se il processo che inizia ora viene sfruttato bene può portare ad una rifondazione democratica della repubblica. Può di nuovo suscitare entusiasmo, dinamismo ed unità. Il presidente del consiglio ha detto una frase che trovo significativa: “Possiamo far diventare la Turchia un paese speciale, che può fare da modello per tutto il Medio Oriente.” Questo è esattamente ciò che voglio anch’io. Mi rivolgo al vertice dello stato quando dico: Possiamo far diventare la Turchia, per le sue particolari condizioni, un paese modello per il Medio Oriente. Venite, facciamo insieme tutto quello che è necessario, poiché la pace in Medio Oriente può essere raggiunta solo attraverso l’unità tra Turchi e Kurdi. La base per un siffatto progetto la possiamo costruire soltanto noi stessi all’interno del nostro comune Paese. A tal fine è necessario parlare con tutti: con tutti i gruppi in Turchia, con la stampa, i partiti politici, le organizzazioni della società civile e con tutti coloro che mostrano interesse e che contribuiscono al processo di pace. Da una soluzione democratica, di pace e fondata sul dialogo trarrebbero tutti grande profitto. Io agisco in buona fede e mi aspetto che anche lo stato faccia altrettanto. Se i miei ragionamenti venissero ascoltati, se giungessimo alla pace, la Turchia farebbe un salto avanti in tutti i campi: si libererebbe di un grande peso, la sua economia si ristabilirebbe, acquisirebbe stima in Medio Oriente e diventerebbe modello politico. Anche i paesi dell’EU e le forze in Kurdistan meridionale dovrebbero dare il loro contributo. Si dovrebbe dialogare anche con l’Iran, l’Iraq e la Siria per invogliarli a risolvere pacificamente la questione kurda all’interno dei loro rispettivi territori. L’EU e gli USA devono dare il loro sostegno o, almeno, non ostacolare il processo di pace. Io spero che tutti i gruppi coinvolti colgano questo appello in maniera responsabile e meticolosa e che non continuino ad ignorare la reale necessità di pace e le possibilità che il processo di pace stesso offre senza sfruttarlo. Potrebbe essere la nostra ultima possibilità. Se tale processo non viene sfruttato correttamente e con sincerità, gli sviluppi potrebbero raggiungere un punto di non ritorno. Se non c’è risultato questa volta, mi vedo incapace di fare un altro richiamo e anche il PKK non mi ascolterebbe più. È per ciò che questa tregua è tanto importante e deve essere sfruttata. Perché in Medio Oriente si possa formare una cultura democratica, perché si possa formare l’unità ed un patto turco-kurdo, perché l’attuale sofferenza si trasformi in pace dignitosa e felicità, per una vita libera, perché i nostri popoli non debbano più soffrire, perché possiamo guadagnare dieci volte ciò che abbiamo perduto e per raggiungere amore e tolleranza reciproci, io invito tutti i responsabili ad agire. Sono convinto che questo processo rappresenti una grande occasione e mi auguro che una tregua su queste basi possa rappresentare un buon inizio. Amore e rispetto <strong>Abdullah Öcalan</strong> 27.9.2006 Imrali </div>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1159361191554939852006-09-27T05:44:00.000-07:002007-03-19T06:18:38.067-07:00Roni Ben Efrat a Lecce<div align="justify"><strong>SABATO 30 SETTEMBRE A LECCE </strong>incontro </div><p align="justify"> </p><div align="justify">con la giornalista Israeliana </div><div align="justify"></div><div align="justify"><strong>RONI BEN EFRAT</strong></div><strong></strong><p align="justify"> organizzato da </p><ul><li><div align="justify">AWMR-Associazione Donne della Regione Mediterranea </div><li><div align="justify">Forum Donne del Prc </div><li><div align="justify">Consorzio 360° Sud</div></li></ul><div align="justify"></div><div align="justify">Sono previsti due momenti nella stessa giornata.</div><div align="justify"></div><div align="justify">Il primo alle ore 17,30 </div><div align="justify">presso la libreria 360° Sud , in piazzetta S.Chiara.</div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify">Il secondo alle ore 19,30</div><div align="justify">presso il Circolo ZEI in Corte dei Chiaramonte (alle spalle della Chiesa del Gesù).</div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify">Roni Ben Efrat dirige la rivista CHALLENGE MAGAZINE, pubblicata a Tel Aviv da arabi ed ebrei inieme, impegnata sul fronte della risoluzione del conflitto israelo-palestinese.</div><div align="justify">Inoltre Roni da anni si dedica ad attività di cooperazione palestinese-israeliana. Esempio concreto di tale attività è la cooperativa SINDYANNA DI GALILEA, risposta pacifica di un gruppo di donne palestinesi e israeliane all'insensata guerra dichiarata dal governo israeliano agli ulivi palestinesi.</div><div align="justify"></div><div align="justify">Nel primo incontro alla Libreria 360° Sud, Roni illustrerà in particolare l'attività della cooperativa Sindyanna e le prospettive della cooperazione internazionale nell'area medio-orientale.</div><div align="justify"></div><div align="justify">Il secondo appuntamento, al Circolo ZEI, sarà invece incentrato sulla situazione politica attuale in Medio Oriente.</div><div align="justify"> </div>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1157466148476130372006-09-05T07:18:00.000-07:002006-09-05T07:22:29.026-07:00Alcuni retroscena sul rigassificatore<div align="justify">In Nigeria schiacciamo gli indigeni, in Italia scavalchiamo i cittadini. E' partito un appello per denunciare le violazioni dei diritti Sangue sui rigassificatori Le multinazionali del gas (le stesse del petrolio) devastano l'ambiente con roghi ininterrotti, 24 ore su 24. La popolazione è costretta ad inalare esalazioni continue. Queste multinazionali, per difendersi dalle popolazioni che protestano, godono della protezione dell'esercito nigeriano che reprime gli insorti e brucia le baraccopoli per punire i ribelli. E l'Italia è dentro fino al collo per via dei rigassificatori e di un megacontratto firmato con la Nigeria. Per aderire all'appello si può scrivere a: </div><div align="justify"> </div><div align="justify"><a href="mailto:a.marescotti@peacelink.it">a.marescotti@peacelink.it</a> </div><div align="justify"> Alessandro Marescotti 3 settembre 2006 </div><div align="justify">E' venuto il momento di svelare il retroscena tutto italiano della scelta dei rigassificatori. Essi sono collegati ad una fornitura di metano dalla Nigeria che l'Italia ha sottoscritto tramite l'ENI subito dopo l'impiccagione di un gruppo di attivisti ecologisti. Fu firmato un contratto per la fornitura di gas liquefatto senza che fossero stati approntati i rigassificatori in Italia. E questo contratto di fatto "rende necessaria" la loro realizzazione in quanto la rigassificazione attualmente sta avvenendo in Francia in attesa che vengano costruiti i rigassificatori italiani. Mentre i sostenitori di questi impianti dicono che essi offrono maggiori garanzie di approvvigionamento, va detto che è a rischio proprio il gas della Nigeria destinato ai rigassificatori italiani. Infatti in quella nazione è in corso una sollevanzione popolare contro le multinazionali del gas. Un tecnico italiano è stato rapito il 25 agosto scorso e poi rilasciato il 29. Le multinazionali del gas (le stesse del petrolio) devastano l'ambiente con roghi ininterrotti, 24 ore su 24. La popolazione è costretta ad inalare esalazioni continue. E' in atto un profondo e incessante inquinamento del delta del Niger non solo per estrarre petrolio ma anche per il metano, che viene sondato con metodologie assolutamente dannose per l'ambiente. Le multinazionali dell'energia, per difendersi dalle popolazioni che protestano, godono della protezione dell'esercito nigeriano che reprime gli insorti e brucia le baraccopoli per punire i ribelli. Leggiamo su www.repubblica.it del 25/8/2206: "La baraccopoli che circonda il complesso della Saipem a Port Harcourt è stata data alle fiamme da soldati dell'esercito nigeriano, poche ore dopo il sequestro di tre subcontrattisti della societa', tra cui un italiano. "Sono arrivati, hanno gettato benzina sulle case e hanno dato fuoco: volevano ucciderci" ha raccontato un testimone, "sono stupito che siano i nostri stessi soldati a farci una cosa simile: che cosa abbiamo fatto di male?" Alcune famiglie tornate sui resti carbonizzati della baraccopoli per raccogliere quello che si era salvato sono state allontanate a sassate dai soldati rimasti di guardia". Questo solleva una vera e propria "questione morale" che rivela di che lacrime e sangue grondi l'affare che si cela dietro la scelta politica dei rigassificatori. E' attraverso questo saccheggio che il gas della Nigeria destinato ai rigassificatori è "concorrenziale" con il gas della Russia e dell'Algeria che in Italia arriva tramite i gasdotti. Chiediamo a tutti i sostenitori del "gas pulito" dei rigassificatori se questo è accettabile e se per ricattare l'Algeria (e pagare un po' di meno il gas metano) sia lecito inquinare l'Africa e saccheggiarla ancora di più. Chiediamo se per garantire questo saccheggio sia anche morale tollerare la repressione, assistere a pestaggi e violenze di ogni genere. Chiediamo a quelle associazioni che sostengono i rigassificatori, come Legambiente e Wwf, di riflettere sull'enorme inquinamento prodotto in Africa da chi ci procura il "metano pulito" - sottraendolo tra l'altro all'uso locale e allo sviluppo africano - per rendere ancora più bassi i costi energetici di un Nord del mondo opulento che spreca l'energia e che non vuole pagare alle popolazioni locali i diritti di indennizzo sulle loro risorse naturali. E' in atto una campagna informativa pro-rigassificatori che li presenta come indispensabili per non passare "l'inverno al freddo". E' falso. In realtà il metano può giungere tramite i metanodotti in quantità più che sufficiente. Recentemente l'Italia ha infatti concluso accordi per l'incremento dei metanodotti con l'Algeria e il contenzioso Russia Ucraina si è risolto con un nuovo accordo commerciale. Il vero obiettivo dei rigassificatori non è quindi quello di "portare il metano" ,a di abbasserne il prezzo, ossia di mettere in competizione i paesi produttori con dinamiche che incrementeranno non solo la concorrenza ma la repressione politica e l'inquinamento in una logica di globalizzazione e di corsa verso il basso nell'abbattimento di tutti gli standard di sicurezza e di compatibilità ambientale. Lì dove è arrivata in Africa l'industria dei rigassificatori c'è ora il deserto, lo sviluppo si è bloccato, l'agricoltura è stata devastata, l'acqua è imbevibile, l'aria è irrespirabile. E' accettabile tutto questo? Riteniamo che su questo retroscena non si possa più tacere. Se in Italia la logica dei rigassificatori scavalca i cittadini, in Nigeria li schiaccia ed è nostro dovere denunciare quanto sta accadendo. Ci ritorna alla memoria lo scrittore nigeriano Ken Saro-Wiwa e altri otto attivisti ogoni condannati a morte da un tribunale militare. Furono uccisi il 10 novembre 1995 perché si opponevano con la nonviolenza all'inquinamento e alla repressione delle multinazionali del petrolio e del gas. Ken Saro-Wiwa disse prima di morire: "Io sono un uomo di pace, di idee. Provo sgomento per la vergognosa povertà del mio popolo che vive su una terra molto generosa di risorse; provo rabbia per la devastazione di questa terra". Quella lotta oggi continua ancora e noi non possiamo far finta di nulla. L'affare RIGASSIFICATORI ci genera più di qualche dubbio etico. Oggi altri Ken Saro-Wiwa, sconosciuti e indifesi, vengono schiacciati, picchiati, uccisi: perché quest'inverno dobbiamo risparmiare sulla bolletta. --- CHI VUOLE FIRMARE QUESTO APPELLO SCRIVA ALL'ESTENSORE: Alessandro Marescotti </div><div align="justify"><a href="mailto:a.marescotti@peacelink.it">a.marescotti@peacelink.it</a> </div><div align="justify"> Verrà pubblicato il suo nome e cognome, l'eventuale professione o gruppo organizzato di appartenenza, nonché la città da cui scrive. Può aggiungere anche una breve frase di commento. </div>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1156508349959695602006-08-25T05:17:00.000-07:002006-08-25T05:35:28.786-07:00Appello per il Libano<blockquote><p align="justify"> <span style="font-size:130%;color:#cc0000;"><strong>Quali condizioni e garanzie irrinunciabili per una Forza d’Interposizione in Medio Oriente?</strong></span></p><p align="justify"> APPELLO PROMOSSO DA: Padre Alex Zanotelli, Ennio Abate, Cristina Alziati, Angelo Baracca, Ernesto Burgio, Chiara Cavallaro, Paola Ciardella, Patrizia Creati, Mauro Cristaldi, Manlio Dinucci, Antonino Drago, Giuseppe Gozzini, Alberto L’Abate, Paola Manduca, Alfonso Navarra, Giorgio Parisi, Claudio Pozzi, Giovanni Sarubbi, Alberto Tarozzi, Andrea Trentini, Riccardo Troisi, Monica Zoppè.</p><p align="justify"> Sembra essersi formato un consenso generale sull’opportunità/necessità che l’Italia partecipi alla Forza Internazionale di Interposizione in Libano. È indubbio che per arrestare la spirale di violenza che sempre più insanguina il Medio Oriente, e si estende pericolosamente al resto del mondo, sia più che mai necessario un impegno attivo della comunità internazionale, sotto la guida dell’Onu. L’esito di un tale impegno dipende tuttavia in modo determinante dalle condizioni in cui verrà attuato e condotto. Sembra più che mai necessario richiamare l’attenzione del Governo, del Parlamento e di tutti i cittadini su alcuni punti molto delicati.Una prima considerazione doverosa è che la guerra in Libano ha occultato il problema palestinese. Non sembra accettabile, in particolare, che la comunità internazionale ignori completamente il fatto che Ministri e Parlamentari di un paese che dovrebbe essere sovrano siano stati sequestrati (ancora dabato 19 agosto il vice-premier, Nasser-as-Shaer), imprigionati, ed almeno in un caso anche torturati. In nessun altro Paese un simile intervento straniero potrebbe venire tollerato: perché nessuno reagisce nel caso di Israele? È inaccettabile il silenzio del Governo italiano.Venendo alla costituzione di una Forza Internazionale di Interposizione, essa deve ubbidire ad alcune condizioni fondamentali ed elementari: è evidente che non possono farne parte militari di un paese che non sia rigorosamente equidistante tra i due belligeranti. L’Italia ha stipulato lo scorso anno un impegnativo Accordo di Cooperazione Militare con Israele, che inficia in modo sostanziale e irrimediabile la nostra equidistanza. Il Diritto Internazionale impone, come minimo, la preventiva sospensione di tale Accordo, i cui termini dettagliati devono assolutamente essere resi noti all’opinione pubblica.È il caso di ricordare ancora che Israele ha partecipato a manovre militari della Nato svoltesi in Sardegna, nelle quali si saranno indubbiamente addestrati piloti ad altri militari israeliani, impegnati poi nella guerra in Libano. Da queste circostanze discende una ulteriore condizione: è necessaria una garanzia assoluta che il comando di questa Forza di Interposizione rimanga strettamente sotto il comando dell’Onu, e non possa essere trasferita in nessun momento alla Nato.È assolutamente necessario, inoltre, che le spese della missione non gravino ulteriormente sul bilancio dello stato italiano, e in particolare non comportino riduzioni delle spese sociali, ma rientrino nel bilancio del Ministero della Difesa per le missioni militari italiane all’estero.Queste sembrano condizioni fondamentali e irrinunciabili per la partecipazione del nostro paese.Rimangono però altre riserve. Appare singolare e tutt’altro che neutrale il fatto che una Forza Internazionale di Interposizione venga schierata sul territorio di uno dei due Paesi belligeranti, quello attaccato, e non sul loro confine. Deve essere chiaro pertanto che, finché tale forza opererà in territorio libanese, essa deve essere soggetta alla sovranità libanese, e che non potrà in alcun modo essere incaricata del disarmo né dello scioglimento di Hezbollah. Queste condizioni operative esporranno comunque i militari che compongono questa forza ad agire nel caso in cui avvengano (reali o pretese) provocazioni: come potranno opporsi con la forza all’esercito israeliano, tutt’ora presente in territorio libanese? Non ci si facciano illusioni sulle regole d’ingaggio, che verranno decise dall’organismo che guiderà la missione, e non dal nostro Governo. Riteniamo giusto richiedere anche che il contingente militare sia affiancato da un congruo numero di volontari disarmati.Deve infine risultare estremamente chiaro che questa Forza di Interposizione non potrà mai, e in alcun modo, essere coinvolta in una ripresa o in una estensione del conflitto. Così come deve essere escluso un suo impiego per proteggere le ditte italiane che si lanceranno nel lucroso business della ricostruzione del Libano.É necessario fugare con molta chiarezza qualsiasi illusione che l’interposizione militare, anche nelle migliori condizioni, sia risolutiva per il conflitto in Medio Oriente, soprattutto per risolvere la fondamentale questione palestinese. Chi arresterà la distruzione delle case, delle coltivazioni e delle infrastrutture dei palestinesi, gli omicidi mirati (in palese violazione di qualsiasi norma giuridica)? Chiediamo pertanto che, prima di inviare un contingente italiano, il nostro Governo ponga con forza a livello internazionale l’esigenza irrinunciabile del dispiegamento di una forza internazionale di pace anche a Gaza e in Cisgiordania, a garanzia della sicurezza di Israele e come condizione per la creazione di uno Stato Palestinese.Chiediamo che su queste questioni fondamentali vengano prese ufficialmente decisioni chiare, esplicite e trasparenti, e si esigano le dovute garanzie a livello internazionale.</p><p align="justify">APPELLO PROMOSSO DA:Padre Alex ZanotelliEnnio AbateCristina AlziatiAngelo BaraccaErnesto BurgioChiara CavallaroPaola CiardellaPatrizia CreatiMauro CristaldiManlio DinucciAntonino DragoGiuseppe Gozzini Alberto L’AbatePaola ManducaAlfonso NavarraGiorgio ParisiClaudio PozziGiovanni SarubbiAlberto TarozziAndrea TrentiniRiccardo TroisiMonica Zoppè</p><p align="justify">/Condizionilibano22082006.htm</p><p align="justify"><a href="http://www.ildialogo.org/">http://www.ildialogo.org/</a></p></blockquote>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1156261648693718012006-08-22T08:44:00.000-07:002006-08-22T08:55:22.503-07:00Un omaggio a Pierangelo Bertoli, il 24 agosto a Muro<a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/1600/bertoli.0.jpg"><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/200/bertoli.0.jpg" border="0" /></a> <div align="justify"><strong>24 AGOSTO MURO LECCESE Parco SS. Crocefissoore 21:00Circolo arci </strong></div><div align="justify"><strong>“LIBERI CANTIERI”</strong> </div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify">in collaborazione con <strong>"ASSOCIAZIONE 29 LUGLIO"</strong> con il patrocinio del Comune di Muro Leccese Presenta... </div><div align="center"><strong></strong></div><div align="center"><strong></strong></div><div align="center"><strong>"A RUOTA LIBERA"</strong></div><div align="center"><strong></strong></div><div align="center"><strong></strong></div><div align="justify">Spettacolo su Pierangelo Bertoli, liberamente ispirato all'uomo, al musicista, al poeta. Lo spettacolo prevede l'esecuzione live di brani tratti dal repertorio del cantautore emiliano, intermezzati dalla recitazione da parte di un attore di diverse poesie di P.P.Pasolini, A.Merini, B. Brecht, C. Bukowsky e dello stesso P. Bertoli. Con questo spettacolo cerchiamo innanzitutto di ricordare l'immagine di Pierangelo, un cantautore fuori dagli schemi, dai circuiti radio-televisivi e sempre schierato contro il perbenismo, le ingiustizie, le barriere architettoniche, le barriere psicologiche ed il senso di pregiudizio mosso nei confronti di quelle figure umane che la media borghesia ha da sempre bollato come "diverse". Abbiamo notato la vicinanza artistica ed ideologica tra il cantautore ed i poeti su citati, vicinanza che si sostanzia nel rifiuto sistematico degli stereotipi negativi impressi su i "diversi", i poveri, coloro che per scelta o per destino si trovano a vivere ai margini della società. </div>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1155908281062431412006-08-18T06:37:00.000-07:002006-08-18T06:38:01.390-07:00SE LA VESCOVA DIVIDE LE CHIESE<div align="justify"><strong>La Conferenza episcopale svizzera ha declassato la presenza strutturata delle donne S E L A D O N N A - V E S C O V A D I V I D E L E C H I E S E Da parte sua, il cardinale Walter Kasher ha sostenuto che la recente scelta della Chiesa d´Inghilterra renderà impossibile la riconciliazione tra Canterbury e Roma </strong> <em>A dividere le Chiese erano, una volta, i modi dogmatici per definire il mistero dell´incarnazione o la giustificazione; adesso che su tali impervie questioni si è giunti ad un consenso pieno o quasi ecco giungere altri temi - su tutti, i ministeri femminili - che, per taluni, costituiscono vera e propria zizzania da estirpare. Come dimostrato da alcuni eventi recenti. Il primo episodio ci è venuto dalla Svizzera. Qui la Conferenza episcopale elvetica ha degradato a semplice "Consiglio" una "Commissione delle donne" istituita diciassette anni fa e, praticamente, declassata nel giugno scorso. "I nostri vescovi, legati ad usanze d´altre epoche", ha commentato la rivista d´informazione religiosa "Choisir", "schivano le vere questioni accontentandosi di rinviare le loro interlocutrici a posizioni teologiche acquisite ma discutibili, o alla Chiesa cattolica universale con la quale devono essere in sintonia. Questa scappatoia li dispensa da qualsiasi gesto profetico. Sconcertati dalle rivendicazioni delle donne, hanno tentato una manovra diversiva". Questo "sfondo" pende anche sul rapporto tra Chiesa cattolica romana e Chiesa d´Inghilterra. Infatti, in quest´ultima, dove già da decenni esistono le donne-pastore, negli ultimi tempi è stata ammessa anche la donna-vescova; ma nella Chiesa d´Inghilterra la procedura per ordinare donne-vescove è stata avviata appena sei mesi orsono e, come è stato ammesso anche dall´arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, esse vi saranno solo tra non meno di sei anni. Seppure raggiungibile solo tra sei anni, il traguardo indicato ha, tuttavia, già messo Roma in stato d´allarme. Infatti, sollecitato dallo stesso Williams, il cardinale Walter Kasher (al vertice del Pontificio Consiglio per l´unità dei cristiani), ha ammonito che, se l´ipotesi divenisse realtà, ciò "che desideriamo tanto ardentemente (la partecipazione condivisa al banchetto del Signore) sarebbe sempre più lontano. Invece di muoverci gli uni verso gli altri, coesisteremmo semplicemente fianco a fianco". Per il peso storico che ha la Chiesa d´Inghilterra, ha sottolineato il cardinale, una scelta simile varrebbe come "indicazione" per il cammino di tutta la Comunione anglicana. Insomma, la scelta della donna-vescova porterebbe "ad un gelo di lunga durata" tra Canterbury e Roma. D´altronde, durante un incontro con il clero romano, circa sei mesi orsono, Benedetto XVI disse: "Il ministero sacerdotale dal Signore è riservato agli uomini. (...)In definitiva, è il Sacramento che governa la Chiesa". "Tuttavia", aveva aggiunto che sarebbe stato giusto chiedersi se non potessero essere offerte più "posizioni di responsabilità alle donne". A parte il maggior spazio alle donne in ruoli di responsabilità, dunque, sul nodo teologico di fondo, il papa aveva ribadito le tesi del suo predecessore. Ora, sostenere che solo l´uomo può rappresentare Cristo apre un´invalicabile contraddizione, dato che lo stesso papa sembra ammettere che anche la donna può battezzare. Ma, probabilmente, sembra esservi un altro, più grave, "a priori": solo le categorie maschili possono dire Dio. Però, oggi non sembra più possibile parlare di Dio solamente al genere maschile. Sarebbe un´idolatria che falsa la realtà della vita divina riducendo tutta la sua ricchezza unicamente ad una dimensione dell´esperienza umana. Quella dei ministeri femminili, allora, appare una questione troppo seria per lasciarla solo nelle mani delle gerarchie ecclesiastiche.</em> </div> <div align="right"><strong>(Gabriele De Blasi) </strong></div>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1155312283196832892006-08-11T09:00:00.000-07:002006-08-11T09:16:10.296-07:00Regina Pacis, ecco le motivazioni della condanna a Lodeserto e al suo enturage<div align="justify"><strong>CPT "Regina pacis": pubblicate le motivazioni della sentenza di condanna di don Cesare Lodeserto e del suo staff </strong> ......................................................................... dalla sentenza di condanna di Don Cesare Lodeserto ... L´aver tenuto da parte degli imputati le condotte descritte, consistite nell´uso della violenza fisica al fine di costringere le persone offese a sopportare costrizioni umilianti e nella causazione delle lesioni, <strong>non può qualificarsi in termini di abuso di mezzi di correzione, bensì in termini di violenza privata e lesioni aggravate</strong>, reati appartenenti alla cognizione del tribunale in composizione monocratica. Il delitto previsto dall´art. 571 c.p. si sostanzia nella condotta di chi abusa dei mezzi di correzione o di disciplina in danno di una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia determinando un pericolo di malattia nel corpo o nella mente, con l´ulteriore specificazione che la causazione di lesioni personali o della morte aggrava la fattispecie ed il trattamento sanzionatorio. Dunque, l´abuso dei mezzi di correzione non è altro che una enfatizzazione oltre il limite consentito delle modalità educative e disciplinari idonee a determinare il pericolo dell´insorgere di una malattia fisica o mentale. L´interpretazione giurisprudenziale della disposizione in questione ha chiarito che integra la fattispecie criminosa di cui all´art. 571 c.p. "l´uso in funzione educativa del mezzo astrattamente lecito, sia esso di natura fisica, psicologica o morale, che trasmodi nell´abuso sia in ragione dell´arbitrarietà o intempestività della sua applicazione, sia in ragione dell´eccesso della misura, senza tuttavia attingere a forme di violenza" (Cass. Pen. Sez. VI 7.11.97, Paglia), specificando che "il termine <<correzione>> va assunto come sinonimo di educazione e presuppone che di tali mezzi ... possa farsi un uso consentito e legittimo che però, trasmodando in apprezzabile eccesso, si trasforma in illecito, così integrando la figura dell´abuso" (Cass. pen. Sez. VI 9.1.04, n. 4934). Ha chiarito inoltre che "l´eccesso dei mezzi di correzione violenti non rientra nella fattispecie dell´art. 571 c.p. anche se retto dall´animus corrigendi" (Cass. pen. Sez. VI 16.5.96, n. 4904) poiché <strong>"l´uso della violenza non può mai ritenersi finalizzato a scopi rieducativi"</strong> (Cass. pen. Sez. VI 26.10.04, n. 44621). Peraltro al fine di stabilire se ricorra l´ipotesi delittuosa di cui all´art. 571 c.p. deve esaminarsi non solo l´elemento oggettivo della fattispecie concreta e, dunque, la correlazione tra i mezzi e i metodi e le finalità educativa e disciplinare, ma anche l´elemento soggettivo e cioè che il motivo che abbia determinato l´agente sia quello disciplinare e correttivo (Cass. pen. Sez. VI, 11.4.96, Carbone). La disamina della interpretazione giurisprudenziale consente di comprendere pienamente la struttura del reato e la reale essenza dello stesso sotto il profilo del bene giuridico pag. 29 tutelato, oltre che di escludere che le condotte descritte in rubrica siano sussumibili sotto la tipologia di delitto previsto e punito dall´art. 571 c.p. <strong>L´aver ricondotto le persone offese nel C.T.P. malmenandole selvaggiamente, deridendole e trattandole alla stregua di bestie, costringendo loro con violenze inaudite a ingurgitare pezzi di carne di maiale cruda nella piena consapevolezza della fede musulmana che le caratterizzava, ragione per cui quel tipo di carne, ancor più nel periodo del Ramadan, era assolutamente vietata, non può assolutamente costituire un mezzo educativo o correttivo, poiché si sostanzia in una violenza del tutto gratuita e abietta. </strong>Non si riesce davvero a rintracciare l´intento di correzione nelle condotte che sono state ampiamente descritte;<strong> è, invece, del tutto evidente che l´unico motivo che ha determinato gli agenti è stato quello punitivo della violenza, della prevaricazione e dell´umiliazione</strong>, ferendo nel corpo e nell´animo soggetti disperati colpevoli solo di aver tentato una fuga. Pertanto, oltre alle lesioni ampiamente certificate in atti, è chiaro che <strong>l´aver costretto a subire comportamenti quali quelli della costrizione a mangiare carne di maiale, o il non averli impediti, e le derisioni per il solo fatto di aderire ad un credo religioso non può che integrare il delitto di violenza privata. </strong>In proposito, la Suprema Corte precisa che "l'abuso dei mezzi di correzione o di disciplina, previsto e punito dall'articolo 571 del Cp, presuppone un uso consentito e legittimo di tali mezzi, tramutato per eccesso in illecito (abuso): di conseguenza il reato non è configurabile quando vengano usati mezzi di per sé illeciti, per la loro natura o anche per la potenzialità di danno alla persona o alla psiche, dovendo in questo caso la condotta essere ricondotta alle ipotesi criminose realizzate con i citati mezzi (lesioni personali volontarie, violenza privata, maltrattamenti). (Nella specie, la Corte di cassazione ha ritenuto corretta la decisione di merito che aveva qualificato come violenza privata la condotta posta in essere dai responsabili di un campo scout, i quali, per punire un minore a loro affidato, gli avevano inflitto una punizione degradante e umiliante, caratterizzata dall'uso della violenza, consistita nell'averlo legato a un palo in cemento con una corda, nel cospargerlo di sughi di scarto e detersivo per piatti, nel farlo oggetto, infine, del getto d'acqua di una pompa; trattavasi, secondo la Corte, di condotta caratterizzata dall'uso di violenza, non riconducibile come tale, neppure in termini di abuso, al concetto di "correzione", dovendosi intendere questo nel significato di "educazione" e non potendosi quindi perseguire alcuna meta educativa mediante l'utilizzo di uno strumento che contraddica i fondamentali valori di pace e rispetto che devono caratterizzare i apporti umani)" (Cass. pen. Sez. V, 5.11.02, n. 36842, Iacono e altri). Con il delitto di violenza privata concorre quello di lesioni aggravate ai sensi dell´art. 61 n. 4 c.p. per aver adoperato sevizie e agito con crudeltà verso le persone. In ordine alle lesioni, come già detto, la documentazione sanitaria in atti attesta, insieme a tutti le altre emergenze istruttorie, la sussistenza del reato. Non v´è dubbio in ordine alla configurabilità dell´aggravante che ricorre ogniqualvolta l´agente infligga alla vittima sofferenze che esulino dal normale processo di pag. 30 causazione dell´evento, caratterizzate dalla gratuità e cagionate da<strong> una condotta particolarmente riprovevole, sintomo dell´ansia dell´agente medesimo di appagare la propria volontà di arrecare dolore. La lettura delle deposizioni rende palpabile in tutta la sua scioccante evidenza come le lesioni cagionate alle persone offese siano state proprio accompagnate dalla volontà di infliggere tormenti e sofferenze alle vittime per il solo piacere di vederle soffrire.</strong> Non sono altrimenti spiegabili le modalità delle azioni violente, le derisioni (Vieru a Salem: <strong>"Dove sta Allah che ti salva e ti protegge adesso?"</strong> - deposizione di Salem Mohamed, verbale udienza 4.3.03), <strong>l´accanimento nel picchiare i fuggitivi, il tenerli fermi mentre con un manganello erano costretti a mangiare la carne di maiale. </strong>........................................................................................................ ....................................................................................................... P.Q.M. letti gli artt. 533 e 535 c.p.p., <strong>dichiara LODESERTO Cesare colpevole dei reati di cui agli artt. 40, 110, 610, 582 e 585, in relazione agli artt. 577 e 61 n. 4 c.p., unificati ai sensi dell´art. 81 c.p</strong>., così diversamente qualificati i fatti come descritti e contestati in rubrica, LODESERTO Giuseppe (detto Luca), VIERU Natalia (detta Natasha), DOKAJ Paulin (detto Paolo), eccezion fatta per gli episodi ai danni di Agrebi e Aidi, GOZLUGOL Husevin, eccezion fatta per l´episodio ai danni di Tarconni, MARA Armando e SEN Ramazan colpevoli dei reati di cui agli artt. 110, 610, 582 e 585, in relazione agli artt. 577 e 61 n. 4 c.p., unificati ai sensi dell´art. 81 c.p., così diversamente qualificati i fatti come descritti e contestati in rubrica, D´AMBROSIO Francesco, ALBERGA Vito, OTTOMANO Vito, COSCIA Michele, MELE Vito, DI PIERRO Mario e FUMAROLA Giovanni colpevoli dei reati di cui agli artt. 40, 110, 610, 582 e 585, in relazione agli artt. 577 e 61 n. 4 c.p., unificati ai sensi dell´art. 81 c.p., così diversamente qualificati i fatti come descritti e contestati in pag. 39 rubrica e, in concorso di attenuanti generiche per tutti gli imputati ritenute equivalente alle aggravanti contestate, condanna LODESERTO Cesare alla pena anni uno e mesi quattro di reclusione, LODESERTO Giuseppe, VIERU Natalia alla pena di anni uno e mesi due di reclusione, DOKAJ, GOZLUGOL, MARA e SEN alla pena di mesi nove di reclusione, D´AMBROSIO e OTTOMANO alla pena di anni uno e mesi quattro di reclusione, ALBERGA, DI PIERRO, FUMAROLA e COSCIA alla pena di anni uno di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali. Letti gli artt. 533 e 535 c.p.p., dichiara ROBERTI Giovanni e CAZZATO Anna Catia colpevoli del reato loro ascritto e, in concorso di attenuanti generiche, condanna ciascuno alla pena di mesi nove di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali. Pena sospesa alle condizioni di legge per tutti gli imputati. Letto l´art. 530 c.p.p., assolve tutti gli imputati in ordine ai reati di cui agli artt. 40, 110, 610, 582 e 585, in relazione agli artt. 577 e 61 n. 4 c.p., così diversamente qualificati i fatti come descritti e contestati in rubrica, con riferimento agli episodi relativi ad HADDAJI Mohammed, perché il fatto non sussiste. Letto l´art. 530 c.p.p., assolve LODESERTO Cesare e DOKAJ Paulin dai reati di cui agli artt. 40, 110, 610, 582 e 585, in relazione agli artt. 577 e 61 n. 4 c.p., così diversamente qualificati i fatti come descritti e contestati in rubrica, con riferimento agli episodi relativi ad Agrebi Baligh e Aidi Manjoub per non aver commesso il fatto. Letto l´art. 530 cpv c.p.p., assolve D´EPIRO Alessandro, BLASI Francesco e CASAFINA Antonio dai reati di cui agli artt. 40, 110, 610, 582 e 585, in relazione agli artt. 577 e 61 n. 4 c.p., così diversamente qualificati i fatti come descritti e contestati in rubrica, per non aver commesso il fatto. Letto l´art. 530 c.p.p., assolve LODESERTO Cesare e LODESERTO Giuseppe dal reato loro ascritto al capo B della rubrica per non aver commesso il fatto. Letti gli artt. 538 e ss c.p.p., condanna LODESERTO Cesare, LODESERTO Giuseppe (detto Luca), VIERU Natalia (detta Natasha), DOKAJ Paulin (detto Paolo), GOZLUGOL Husevin, MARA Armando e SEN Ramazan, D´AMBROSIO Francesco, ALBERGA Vito, OTTOMANO Vito, COSCIA Michele, MELE Vito, DI PIERRO Mario e FUMAROLA Giovanni al risarcimento dei danni patiti dalle parti civili costituite, fatta eccezione per Haddaji Mohammed, e con esclusione di Agrebi Baligh e Aidi Manjoub con esclusivo riferimento a Lodeserto Cesare e Dokaj Paulin, da liquidarsi in separato giudizio. Condanna gli imputati al pagamento di una provvisionale pari a € 2000 per ogni parte civile costituita, eccezion fatta per l´Associazione Studi Giuridici sull´Immigrazione (ASGI). Pone a carico degli imputati le spese di costituzione e rappresentanza delle parti civili che liquida in euro 5000 per la parte civile assistita dall´Avv. Pistelli, euro 7000 per le parti civili assistite dall´Avv. Petrelli, euro 15000 per le parti civili assistite dall´Avv. Petrelli, oltre IVA, CA e spese forfetizzate come per legge. Letto l´art. 544 comma 3 c.p.p., indica in novanta giorni il termine per il deposito della motivazione. Lecce, 22 luglio 2005 _____________ ____</div><div align="justify"> </div><div align="justify">Il Giudice dott. Annalisa de Benedictis </div>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1154782645758691952006-08-05T05:53:00.000-07:002006-08-05T05:57:26.203-07:00CF2. C'è chi sceglie CeglieLIBERO ACCESSO presenta:Secondo Festival delle Arti Visive a Ceglie Messapica dal 18 agosto al 6 settembre 2006 CF2, Festival di Arti Visive in Puglia alla seconda edizione. Dopo il workshop "Fotografare il Rito" tenutosi a Ceglie Messapica, Aprile 2006, LIBERO ACCESSO prosegue la sua attività con il Secondo Festival Delle Arti Visive a Ceglie Messapica, CF2, dal 18 agosto al 6 settembre. Il tema attorno al quale è costruito l'intero Festival è la pelle intesa come organo sensoriale, attraverso cui conoscere la realtà e comunicarla, e come immagine doppiamente legata al contenuto. Il progetto è articolato in 4 sezioni a cura di Francesca Cavallo. Geografie della Pelle è la sezione in cui esibiscono Letizia Battaglia, in collaborazione con FotoGrafia, Festival Internazionale di Roma, Massimo Mastrorillo, Lina Pallotta, Ninni Romeo e Natalie Zwillinger. La sezione Progetti Site Specific vede come protagonisti di due esposizioni l'artista salentino Sandro Mele e Marco Bernardi. In Variazioni sul Tema, Elena Arzuffi, Rocco Dubbini, Mariana Ferratto, Brunella Longo, Eugenio Percossi e Corrado Sassi, sviluppano dubbi e riflessioni sulla complessità del tema a pelle. L'ultima sezione è intitolata Libero Accesso alla Fotografia, spazio dedicato alla selezione delle migliori fotografie realizzate nell'ambito del workshop Fotografare il Rito, organizzato da LIBERO ACCESSO lo scorso aprile. Oltre alle esposizioni, CF2 propone tre tipi di eventi collaterali che completano la trattazione del tema a pelle: un portfolio day , in collaborazione con Outside School, il 28 agosto; un workshop di tecniche antiche di stampa tenuto da Andrea Mosso; la presentazione al pubblico il 20 il 22 luglio di alcune delle più significative uscite editoriali rispettivamente di Lorenzo Castore e, a cura di Manuela Fugenzi, Brunella Longo; un incontro con Letizia Battaglia il 3 settembre, a cura di Augusto Pieroni. La suggestiva location scelta per l'occasione è l'ex convento dei Domenicani nel centro storico di Ceglie Messapica, (Brindisi) , la struttura, dall'architettura e storia significative, si presta a raccogliere l'intera manifestazione.Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1152349018178500792006-07-08T01:54:00.000-07:002006-07-08T01:56:58.583-07:00è in distribuzione....<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/1600/mamma%20li%20turci.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 289px; height: 412px;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/320/mamma%20li%20turci.jpg" alt="" border="0" /></a>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1151572667161520152006-06-29T02:07:00.000-07:002006-06-29T02:21:03.953-07:00<div style="text-align: left;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/1600/retro%20ritaglio.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 356px; height: 265px;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/400/retro%20ritaglio.jpg" alt="" border="0" /></a> </div><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/1600/fronte2luglio2.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/400/fronte2luglio2.jpg" alt="" border="0" /></a>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1151493041014646322006-06-28T04:09:00.000-07:002006-06-28T04:10:41.403-07:00A Roma la mostra "cossiga boia"<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/1600/cossiga.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/320/cossiga.jpg" alt="" border="0" /></a><span class="news_body12ita"> Il presidente emerito la inaugura il 6 luglio </span><span class="news_body12"> (ANSA)-ROMA,27 GIU - 'Cossiga boia' e' il titolo della mostra sulle scritte contro Francesco Cossiga durante gli anni di piombo, quando era ministro dell'Interno. La mostra sara' inaugurata a Roma dallo stesso presidente emerito il prossimo 6 luglio alla Galleria 'Monserrato Arte 900'. Una nota spiega 'C'era una volta un ministro dell'Interno. Governava con il pugno di ferro: a chi le dava, a chi le prometteva, che fossero di destra o di sinistra poco importa, ne aveva per tutti e tutti ne avevano per lui.</span>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1151152543779540192006-06-24T05:32:00.000-07:002006-06-24T05:35:43.986-07:00IL MANIFESTO rischia di chiudere!<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/1600/VAURODIPETRA-small.gif"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/320/VAURODIPETRA-small.gif" alt="" border="0" /></a> <span style="font-weight: bold;"> http://www.ilmanifesto.it/sottoscrizione2006/start.html</span> copia e incolla il link che vedi qui sopra e vedi di che si tratta...Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1151149238134076272006-06-24T04:38:00.000-07:002006-06-24T05:37:37.546-07:00LAMPEDUSA...CPT AL COLLASSO<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/1600/lamp.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/320/lamp.jpg" alt="" border="0" /></a> <span class="news_body12ita"><span style="font-weight: bold;">Oltre 500 clandestini nella struttura, altri in arrivo</span> </span><span class="news_body12"> (ANSA) - LAMPEDUSA (AGRIGENTO) Una nuova ondata di sbarchi (ben cinque nelle ultime ore) ha fatto scattare l'emergenza clandestini a Lampedusa. Il Centro di accoglienza e' nuovamente al collasso. Nella struttura, che ha una capienza massima di 190 posti, si trovano in questo momento circa 500 immigrati e altri stanno per arrivare. La prefettura di Agrigento sta gia' studiando un piano di evacuazione del Cpt, con un ponte aereo che dovrebbe scattare nelle prossime ore.</span>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1150801014654342562006-06-20T03:54:00.000-07:002006-06-20T03:56:55.036-07:00FITTO AGLI ARRESTI!<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/1600/fitto%20coglione.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/320/fitto%20coglione.jpg" alt="" border="0" /></a><span class="news_body12">BARI - L'ex presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto (Forza Italia) e' tra i tre destinatari del provvedimento cautelare agli arresti domiciliari emesso dalla magistratura barese nell'inchiesta sul presunto illecito affidamento al consorzio San Raffaele di Roma dell'appalto da 198 milioni di euro per la gestione di undici Residenze sanitarie assistite (Rsa). Il provvedimento non è esecutivo nei confronti di Fitto, perché egli è stato eletto alle ultime elezioni politiche alla Camera dei Deputati nella lista di Forza Italia. A Montecitorio, militari della Guardia di Finanza hanno perciò depositato stamani - a quel che si è saputo - la richiesta di autorizzazione a procedere all'arresto e il provvedimento cautelare firmati dal gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis. Per l'affidamento dell'appalto - secondo l'accusa - sarebbe stata versata una tangente da 500 mila euro al movimento politico creato da Fitto per le regionali dell'aprile 2005, 'La Puglia prima di tutto'; dalla consultazione regionale il governatore uscì sconfitto, con circa 14 mila voti di scarto in favore del candidato del centrosinistra Nichi Vendola. da www.ansa.it </span>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1149947612499167202006-06-10T06:36:00.000-07:002006-06-10T06:53:42.580-07:00ZEI 9 GIUGNO 2006<a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/1600/caramella.jpg"><img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/320/caramella.jpg" border="0" /></a> <a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/1600/paolone.jpg"><img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/320/paolone.jpg" border="0" /></a> <a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/1600/sandro.jpg"><img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/320/sandro.jpg" border="0" /></a>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1149946491748429932006-06-10T06:24:00.000-07:002006-06-10T06:34:57.446-07:00GENTE D'ESPORTAZIONE: SCATTI SENZA FILTRO<a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/1600/green.jpg"><img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/320/green.jpg" border="0" /></a> <a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/1600/cappello.jpg"><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/320/cappello.jpg" border="0" /></a>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1149623640237781122006-06-06T12:51:00.000-07:002006-06-08T12:38:02.966-07:00VENERDI' 9 GIUGNO KULLNA SAWA A ZEI<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/1600/Copia-di-Kullna-Sawa.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/400/Copia-di-Kullna-Sawa.jpg" alt="" border="0" /></a> <div style="text-align: center;">EVENTI D’ESPORTAZIONE KULLNA SAWA A ZEI </div><div style="text-align: center;"> COMUNICATO STAMPA </div><span style="font-weight: bold;">Venerdì 9 giugno alle 21.00</span> l’associazione culturale <span style="font-weight: bold;">“Esportazione senza filtro”</span> propone una serata musicale dedicata ai Paesi arabi del Mediterraneo e Medio Oriente, con piatti tipici da quest’area e proiezioni fotografiche dalla Siria. <span style="font-weight: bold;">L’iniziativa, chiamata “Kullna Sawa” (Tutti Insieme in arabo), è ospitata dal circolo Zei</span> di Lecce (Corte dei Chiaromonte, 2) che apre le porte per un’occasione di incontro e di avvicinamento tra persone e culture attraverso la musica selezionata da “Sotìris” Orient Sound Export. In un percorso che spazia dalle sonorità tradizionali e classiche orientali alla danza del ventre fino alle contaminazioni jazz, latin ed elettroniche, la musica viaggia dalla Siria al Libano, dall’Egitto all’Iraq fino al Nord Africa, alla Grecia e ancora oltre. Suggestivi scenari si apriranno poi con la mostra fotografica di LackieB che presenta i suoi “Scatti in scioltezza”. Per tutta la serata sarà attivo anche il “Mercatino del baratto”. </div>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1149433230797979902006-06-04T07:49:00.000-07:002006-06-04T08:00:31.316-07:00Elettrosmog, nuove misure in vista a Lecce<a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/1600/antenna.png"><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/320/antenna.png" border="0" /></a> <div align="justify">Lo scorso 29 maggio, presso l’ufficio dell’assessore alla pianificazione territoriale del Comune di Lecce Angelo Tondo, è stata presentata la bozza sulle nuove misure che il Comune intende far rispettare in materia di installazione di impianti di telefonia e radiobase, al fine di prevenire l’inquinamento elettromagnetico. Il compito di presentare il documento è stato affidato al consulente del Comune di Lecce, ing. Guerrieri, dell’Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (Apat), incaricato anche dal neoministro all’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio per attuare le modifiche della cosiddetta legge “Gasparri” sulle telecomunicazioni.Oltre all’assessore Tondo, il Comune è stato rappresentato dall’avvocatura e dall’assessore all’ambiente Eugenio Pisanò. All’incontro sono state invitate tutte le Associazioni ambientali e di protezione sanitaria della città, ma sono stati presenti solo il comitato “Prima la salute!” e la nostra associazione. Ci sentiamo di recriminare come si sia persa una forte opportunità di dialogo con le istituzioni in merito ad un problema sentito dalla cittadinanza, strumentalizzato da qualcuno sulla stampa locale, se è vero che lo si denuncia sui giornali e poi non si partecipa al momento positivo. Nel corso della riunione si è dibattuto sui diversi articoli che verranno proposti nel nuovo regolamento, con particolare attenzione prestata alle nostre proposte, che verranno a breve formalizzate e consegnate presso l’assessorato di competenza.</div><div align="right"><strong>Associazione culturale CulturaAmbiente</strong></div>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1149192208486964192006-06-01T12:52:00.000-07:002006-06-01T13:03:28.990-07:00Sizzla a Otranto, già (rastafari) si discute<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/1600/Boicotta%20Sizzla.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4795/1845/400/Boicotta%20Sizzla.jpg" alt="" border="0" /></a> <div style="text-align: justify;">Sizzla Kalonji si esibirà quest'estate a Otranto, dicono. A Roma l'anno scorso è apparso questo volantino con l'invito a boicottare il cantante giamaicano che, bisogna dirlo, agli amanti del reggae ha regalato vere gioie. Anche in altre città italiane e non i concerti di Sizzla hanno scatenato alcune proteste. Chi scrive probabilmente al concerto ci andrà (prezzo permettendo) ma gli altri? Ps chi non va al concerto è gay </div>Esportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18775017.post-1148936836560389462006-05-29T14:06:00.000-07:002006-05-29T14:07:19.396-07:00Iraq libero, un dibattito<div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold;">Mercoledi' 31 maggio</span> </div><div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold;">IL COMITATO FERMIAMO LA GUERRA</span> </div> Organizza presso l'Università degli studi di Lecce, Aula Ferrari UNA GIORNATA DI SOLIDARIETA' al popolo iracheno in lotta contro l'aggressione imperialista e neocoloniale degli Stati Uniti e dei suoi alleati. La giornata si articolerà in due momenti: <span style="font-weight: bold;">ore 9</span> Proiezione di due filmati <span style="font-weight: bold;">ore 17</span> Incontro-dibattito con Leonardo Mazzei, presidente nazionale dei Comitati Irak liberoEsportazione senza filtrohttp://www.blogger.com/profile/09318540848755702251noreply@blogger.com